Gli Spagnoli
Primo - Di come e perché gli spagnoli arrivarono nelle Americhe
La ricerca della cosidetta “Via delle Indie” fu sollecitata da vari motivi, ma la preoccupazione economica della Spagna è da considerarsi prevalente.
Nel 1453 Costantinopoli cade in mano dei Turchi e la nuova presenza, cui seguì una politica di espansione mediterranea minacciosa per tutta l’Europa, fu recepita come una evidente limitazione imposta alla libertà di commercio con l’Oriente. Dall’Oriente giungevano i prodotti più diversi quali spezie, allume, coloranti, oro e seta e dato il tenore di vita in costante aumento, la richiesta di questi prodotti era molto alta.
Lo scopo della Spagna con il viaggio di Colombo fu quello di trovare una via per colpire i possedimenti Mori da Ovest piuttosto che affrontarli da Est su rotte battute e pericolose.
Nel 1479 i due potenti regni di Castiglia e di Aragona si fondono assieme con il matrimonio di Isabella e Ferdinando unendo così i loro territori in un unico regno.
Durante gli ultimi anni della “Reconquista” l’idea di una Spagna come una nazione unificata era più un concetto che una realtà. La penisola Iberica era essenzialmente divisa in tre regni dominanti: Il Portogallo ad Est, la Castiglia al centro e l’Aragona a Est.
Uno dei tre, il Portogallo era il più ricco ed il più potente ma il meno interessato agli affari Iberici, essendo impegnato a sviluppare un impero in Africa che era la fonte primaria della sua ricchezza e della sua potenza.
Rimaneva soltanto alla nuova Spagna di conquistare a Nord i territori della Navarra e a Sud la Musulmana Granata.
Nel 1492, dopo circa 8 secoli di guerre in territorio spagnolo conosciute come “La Reconquista”, le truppe vittoriose della Spagna liberano Granata dal dominio moresco di Muhammad XI Boabdil, Granata era l’ultimo bastione Islamico in territorio spagnolo. Questo evento ed il fruttuoso viaggio di Cristoforo Colombo infusero alla Spagna un nuovo senso di ottimismo, nazionalismo e xenofobia religiosa, gli spagnoli riconoscevano in loro stessi i portatori della fede nelle nuove terre da evangelizzare.
La prima generazione di esploratori, Colombo e compagni, fu seguita da una seconda di giovani avventurieri senza tanti scrupoli, si calcola che tra il 1506 ed il 1518 oltre 200 navi fossero in rotta tra la Spagna ed il Nuovo Mondo.
Chi comandava queste spedizioni esplorative molto spesso erano membri minori della nobiltà o secondo-geniti a cui la famiglia avrebbe lasciato terre di minore importanza, il bisogno di nuovi spazi e nuove terre è da ricercarsi anche che la maggior parte delle terre dedicate alla coltivazione in Castiglia furono convertite in pascoli per il bestiame e all’allevamento dello stesso.
Molti castigliani all’inizio del ‘500 soffrivano di fame e povertà, finalmente, con le nuove terre d’oltre Oceano potevano essere liberi non solo dalla nobiltà e dalla Chiesa, ma anche dalla nuova burocrazia generata dalla fusione della Castiglia e dell’Aragona.
La scoperta del Nuovo Mondo fu un evento traumatico per gli abitanti dell’Europa.
Anche se il Rinascimento aveva aggiunto nuove conoscenze sulle culture e sullo studio di testi classici, gli europei erano del tutto mentalmente impreparati alla scoperta di nuovi continenti e nuovi popoli totalmente diversi da loro.
Quando la loro storia, scienza e filosofia non fu in grado di spiegare il perché di queste nuove terre e popoli, gli europei girarono i quesiti alla religione per avere risposte certe a domande incerte e confuse.
Anche gli incontri con le etnie mesoamericane, che avevano sviluppato una civiltà “parallela” e aliena da qualsiasi conoscenza convenzionale del Vecchio Mondo, erano sempre pieni di dubbi e di domande: Erano Dei? Erano Diavoli? Avevano un’anima oppure erano solo delle specie avanzate e evolute di animali?
Gli europei, anche se fossero stati pronti a questo incontro, non avrebbero mai rinunciato alla loro “centralità” culturale e religiosa e al loro status di razza dominante.
Questa visione egocentrica e l’impossibilità di voler comprendere queste civiltà furono le cause della loro sconfitta.
Secondo – Le prime colonie spagnole
1479 – Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia si sposano unendo gran parte del territorio della Spagna.
1484 – Nasce a Medellin (Estremadura, Spagna) Frenando Cortez.
1493 – Massimiliano d’Asburgo diventa Imperatore del Sacro Romano Impero prendendo il nome di Massimiliano I.
1492 - 12 Ottobre - Cristoforo Colombo scopre il Nuovo Mondo, sbarcando sulla isola che chiamerà Hispaniola. Gli spagnoli formano un’alleanza con con il capo Guacanagari di una tribù locale Arawaks, e fondano sulla costa Nord-Ovest la città de “La Navidad”.
1493-1496 – Secondo viaggio di Colombo, torna a “La Navidad” e la trova distrutta, gli Arawak avevano attaccato e raso al suolo la città. Gli spagnoli fondano una nuova città, “Isabella” a 60 chilometri ad Est, la colonia viene semi distrutta da uragani, epidemie e incendi.
Gli Arawak si rivoltano di nuovo per via degli altri tributi in oro richiesti dagli spagnoli e per il lavoro forzato a cui erano sottoposti.
1495 - La Spagna si vede impegnata a difendere dei territori Aragonesi in Sicilia contro le truppe del monarca francese Carlo VIII, per i prossimi 10 anni le migliori spade e i migliori comandanti spagnoli sono impiegati nella guerra tra i francesi, il Sacro Romano Impero, il Papato e alcune città stato italiane.
1497 – Francisco de Roldan guida un’insurrezione contro Colombo, alcuni coloni di “Isabela” si muove verso ovest per appoggiare de Roldan e allearsi agli Arawak comandati dal capo Behecio e sua sorella Anacoana.
1498-1500 – Cristoforo Colombo porta a termine il terzo viaggio di esplorazione del Sud America, viene riportato in Spagna in catene con l’accusa di incompetenza amministrativa e corruzione.
Gran parte delle suppelletili d’oro inviate da Colombo alla Corona di Spagna erano state fuse dagli indios con una parte di rame per rendere il colore più giallastro, il metallo (Chiamato Guanin) fu portato come prova della frode di Colombo.
1499-1500 – Vincente Yanez Pinzon durante dei raid per la cattura di schivi sulle coste a Nord della Colombia conferma l’esistenza di un continente Sud Americano.
1502-1504 – Cristoforo Colombo scagionato dalle accuse di corruzione e frode riparte per il suo quarto viaggio nel Nuovo Mondo, seguendo la costa centro-americana scopre l’Honduras, Costa Rica e Panama (Darien). Incontra alcune canoe Indios che commerciavano su quelle coste cariche di oggetti e materiali preziosi, questa è la prova che Colombo cercava per dimostrare la fonte di ricchezze di queste terre.
Motecuhzoma II viene eletto Imperatore degli Aztechi all’età di 34 anni.
1503 – Gonzalo de Cordoba sconfigge il Marchese di Salluzzo nella battaglia di Garigliano costringendo i francesi a ritirarsi dall’Italia. Gli avventurieri e i comandanti adesso volgono il loro sguardo alle nuove terre d’oltre oceano.
Sotto gli ordini di Nicolas de Ovando, Governatore di Santo Domingo nell’Isola Hispaniola, Diego de Velasquez fa giustiziare il capo Arawak Anacoana e 80 capi tribù, conquistando i territori Ovest dell’isola.
1504 – Muore la Regina Isabella, Juan de Esquivel e Juan Ponche de Leon conquistano gli ultimi territori ad Est de la Hispaniola, adesso l’isola è completamente una colonia spagnola.
Piantagioni e allevamenti sono la fonte primaria dell’economia dell’isola rimpiazzando le miniere d’oro ormai vuote.
Aumenta la domanda di lavoratori e gli schiavi vengono presi nelle isole vicine o durante i raid sulla costa.
1504-1506 – Juan de la Cosa, Alonso de Hojeda, Diego de Nicuesa ed altri avventurieri cercano di stabilire degli insediamenti sulla costa a sud di Darien (Panama) con successi variabili. Francisco Pizzarro si separa da de Ojeda e stabilisce un’avamposto a Urubà in Colombia, de Ojeda invece tenta di spingersi più a Nord verso Darien ma viene ucciso da tribù locali.
1506 – Muore Cristoforo Colombo, Fernando Cortez si imbarca dalla Spagna alla volta di Hispaniola.
1508 – Vincente Yanez Pinzon e Juan Dias de Solis esplorano la costa dell’Honduras e della penisola dello Yucatan , confermando l’esistenza di un continente Centro Americano ad Est.
Non hanno contatti con la popolazione, la loro era solamente una missione di carattere geografico.
1509 – Panfilo de Narvaez conquista la Jamaica.
1511 – In rotta tra Hispaniola e Darien, Gonzalo Guerrero e Jeronimo de Aguilar fanno naufragio sulle coste dello Yucatan.
Dei due si perde notizia fino al 1519, Aguilar verrà recuperato da Cortez diventando il suo traduttore fino alla sua morte. Guerrero invece, diventerà un Signore della Guerra ingaggiando contro gli spagnoli in più occasioni.
1512-1514 – Diego Velasquez de Cuellar e Panfilo de Narvaez conquistano Cuba, Velasquez diventa governatore di Cuba.
1515 – Francesco I diventa Re di Francia ed inizia una nuova campagna in Italia contro la Spagna che durerà circa 10 anni.
1516 – Muore il Re Ferdinando D’Aragona, gli succede suo nipote Carlo come primo monarca della Spagna unita.
Tre anni più tardi Carlo viene eletto Imperatore del Sacro Romano Impero prendendo il nome di Carlo V.
1518 – Incoraggiato dai rapporti di ricche terre e popoli a sud di Cuba, Velasquez decide di inviare in missione Francisco Hernandez De Cordoba. Cordoba 2 settimane più tardi scopre un’isola davanti allo Yucatan che chiamerà “Isola delle donne” e stabilisce un primo contatto con la popolazione Maya di uno sperduto e sguarnito avamposto sull’isola.
De Cordoba, scambiato per via della pelle bianca e la barba per Kukulkan (Divinità della mitologia Maya del Serpente Piumato) viene ricoperto di oro e accolto come un dio.
Un gruppo di Sciamani e sacerdoti viene subito inviato da Tutul Xiu, Anac Huinic (capo supremo) dei Maya per informarlo sull’accaduto.
Gli Shamani e i sacerdoti di corte si accorgono che la data del calendario indicata dai testi sacri riguardo alla venuta di Kukulkan è diversa da quella dell’arrivo di De Cordoba.
Vengono chiamati astronomi, veggenti, matematici e alti sacerdoti da tutto il territorio per riuscire a fare luce su questo fatto.
Dopo giorni passati ad analizzare testi sacri, effettuare rituali e compiere sacrifici le menti più elette non hanno più dubbi; non è Kukulkan ed il giorno del suo arrivo è da considerarsi infausto.
Alcuni dei più eminenti shamani durante una trance rituale collettiva hanno visioni di morte e distruzione portata dai finti dèi bianchi.
I bianchi invasori vanno annientati prima che loro possano compiere il loro destino.
Terzo – Cortez
Il 18 Novembre 1518 Fernando Cortez salpa dal porto di Santiago di Cuba alla volta di Trinidad (Cuba) con tre sole navi, quello che era riuscito a strappare al Governatore Diego Velasquez.
Tra i due non correva un buon sangue, Velasquez era convinto che Cortez avesse piani riguardo alla missione in Yucatan che escludessero il Governatore, Cortez a sua volta era convinto che Velasquez si sarebbe preso tutto il merito del missione assieme alla gran parte del bottino.
Velasquez rimuove Cortez dal comando della missione e annulla la stessa per le sue continue richieste di fondi, materiali e uomini. Cortez visto il rischio di rimanere a terra decide in fretta a furia di assemblare gli equipaggi, fare i rifornimenti e scappa da Santiago con quello che è riuscito a racimolare.
Da Trinidad parte alla volta di San Cristobal de la Habana dove riesce dopo lunghe peripezie a salpare con 11 navi, 4 chiuse ed il resto brigantini aperti, 530 europei, diverse centinaia di indiani Caraibici e Africani, 8 donne europee, 16 cavalli, 173 archibugi,10 Falconetti (artiglieria dell’epoca) un numero imprecisato di mastini, wolfhound e cani addestrati da guerra.
Gli armamenti erano costituiti da artiglieria, balestre e bandiere, molte bandiere.
Lo stendardo di Cortez era blu e bianco con una croce rossa al centro, sopra ricamato il motto di Costantino il Grande in latino che diceva:
“Amici, seguite la croce e se noi avremo fede vi giuro che con questo segno vinceremo”.
Le navi, come d’accordo, si incontrarono all’isola di Cozumel, vicino alla penisola delle Yucatan e ben conosciuta dai piloti , sfidando i forti venti del canale.
La popolazione locale di etnia Chontol, all’oscuro sia di tutto, accolse gli spagnoli in modo amichevole. Le comunicazioni verbali con gli indigene furono seguite da Melchor, un Maya recuperato da De Cordoba e portato a Cuba, nella spedizione antecedente.
Molto presto la spedizione accampata a Cozumel fu raggiunta da Jeronimo de Aguilar, un religioso Andaluso naufragato sull’isola nel 1511 che adesso parlava un Maya fluente diventò l’interprete ufficiale di Cortez.
L’altro dei due sopravvissuti, Gonzalo Guerrero, si era sposato con una nobile locale e non aveva alcuna intenzione di ritornare nella civiltà, ne tanto meno appoggiare una probabile invasione spagnola. Cortez fa informare Guerrero che questo suo comportamento era da considerarsi alto tradimento alla Corona di Spagna e punibile con la pena capitale, inoltre Cortez mette una taglia di 400 pesos sulla testa di Guerrero.
Guerrero fu l’antitesi di Cortez, fu la spina nel fianco degli spagnoli, grazie a lui furono rivelati i punti deboli delle tattiche di combattimento degli spagnoli, a lui si deve l’idea di acquisire le tecnologie tramite la cattura di prigionieri.
Guerrero fu una figura chiave nel conflitto tra Spagnoli e Maya.
Gonzalo Guerrero è stato uno dei pochissimi Europei insignito dell’Ordine del Serpente di Vetro, la decorazione Maya per alti meriti militari.
Il soggiorno a Cozumel dette a Cortez il tempo di pianificare le sue prossime mosse e infondere disciplina e spirito di corpo tra gli uomini composti da mercenari, avventurieri e semplici popolani.
Dopo aver passato l’Isola delle Donne, la flotta prosegue costeggiando ad ovest la penisola dello Yucatan , il 22 Marzo gettano le ancore vicino alla città di Potonchan all’estuario di un fiume, un piccolo centro commerciale Maya.
Cortez invia Aguilar per trattare con la popolazione locale. Il gruppo viene messo in fuga dagli abitanti di Potonchan che ritirandosi sulle navi è costretto a prendere il largo, i nativi erano stati allertati e con l’ordine di attaccare qualsiasi bianco forse comparso sulla costa.
Il gruppo di assalitori era stato fomentato da Melchor, il Maya che fungeva da guida e traduttore di Cortez, che era scappato e aveva rivelato i piani di conquista della missione.
Cortez, stupito da questo comportamento, decide il 25 di Marzo, giorno dell’Annunciazione, di cambiare tattica; fa scaricare cavalli, cani e tutti gli armamenti ed attacca Potonchan.
Nonostante la fierezza ed il numero superiore de nemici, la cavalleria ha un effetto devastante, sia dal punto di vista tattico sia da quello del morale, gli indiani non avevano mai visto un cavallo.
Le truppe Maya, viste le perdite iniziali, circa 800 uomini, si ritirano nella vicina località di Centla per riunirsi con truppe locali; gli spagnoli, a parte i feriti, non avevano subito alcuna perdita.
La notizia dell’attacco di Potonchan in breve tempo arriva in ogni angolo del Mayab, questa era l’ulteriore conferma che i bianchi non erano divinità benevole, ma invasori. Le truppe dell’impero hanno ordine di marciare alla volta di Centla.
Il grande numero di nativi e la loro forte resistenza convinsero Cortez che l’uso della sola forza non bastasse per conquistare un continente, fino adesso gli spagnoli avevano sempre combattuto su isole più o meno grandi, ma mai su un continente, non conoscevano il territorio, l’entità delle forze, non avevano nessun tipo di informazioni a cosa sarebbero andati incontro.
Inoltre Cortez non poteva contare su nessun tipo di supporto da parte della Spagna né tanto meno dalla vicina Cuba, salpando aveva ignorato gli ordini di Velasquez; la sua era né più né meno una missione personale, una missione avventata.
Cortez pensa che la chiave possa essere l’uso della diplomazia.
Nel frattempo Tutul-Xiu ha la stessa idea, ordina ai capi delle etnie Tlaxaclane, che popolano i territori vicini a Cortez, di assecondare gli invasori fino a che le truppe dell’Impero non si fossero riunite e posizionate in un punto strategico.
Tutul-Xiu inoltre voleva avere due certezze prima di rivelare la potente armata: una posizione stabile del contingente spagnolo e se la missione fosse seguita da altre, non voleva disperdere le truppe in un territorio così vasto.
Cortez fa convocare i capi Tlaxaclani promettendo loro che se fossero divenuti sudditi della Corona Spagnola li avrebbero difesi dai loro nemici, non aveva capito ancora bene la situazione politica di queste terre e pensava di trovarsi davanti a etnie divise come di solito erano i nativi nelle altre isole.
Inoltre Aguilar, il monaco traduttore, parlava solo il dialetto Chontal e non l’Azteco, quindi il dialogo era alquanto limitato.
I capi fanno finta di essere intimoriti e accettano le condizioni di Cortez coprendolo di oro, stoffe e pietre preziose. Vedendo l’oro Cortez chiede loro da dove venga, gli viene risposto “Culhua”, riferendosi alla valle del Mexico, e “Mexico” riferendosi alla capitale della zona.
Viene inoltre offerto in regalo a Cortez una giovane donna di 19 anni chiamata Malinalli, che parlava sia il Chontol (lingua capita da Aguilar) sia il Nauhatl, la lingua parlata in quasi tutto il centro-america.
La donna fu battezzata con il nome “Marina”, passando poi alla storia con il nome di “Dona Marina”, non solo era la bocca e le orecchie di Cortez ma era anche una “Pochteca”, la spia locale, addestrata da una Gilda dei Mercanti; da questo momento Dona Marina sarà sempre accanto a Cortez e sarà uno dei grandi artefici della sua sconfitta
Adesso Cortez ed i suoi uomini sono determinati a spingersi verso Mexico, il richiamo dell’oro aumenta il morale delle truppe ma l’avidità ne abbassa la cautela.
Cortez lascia Potonchan e si dirige a ovest su di un’isoletta di Uluà, e per bocca di Aguilar e Dona Marina informa il capo locale chiamato Tehutilli di essere venuto in pace e per commerciare invitandolo a cena sulla sua nave. Dopo uno scambio di doni Cortez spiega a Tehutilli la sua missione dicendo che vuole incontrare un fantomatico “Re del Mexico”, non avendo assolutamente informazioni né dove fosse, tantomeno chi fosse; Cortez pensa di trovarsi nella situazione politica delle isole Caraibiche, tante piccole tribù l’una contro le altre e non comprende che si trova nel ben mezzo di un organizzato e fiorente impero.
Chiede a Tehutilli di inviare al “Re del Mexico” i doni da lui preparati, merce europea introvabile nel Nuovo Mondo, quali collane di vetro, cianfrusaglie colorate, un elmo spagnolo e una sedia finemente intarsiata.
Tehutilli informa Tutul-Xiu dei fatti e ordina a Xemanzatl, reggente dell’Impero della vicina Tlaxcala di inviare ricchi doni a Cortez e di tenerlo fermo a Uluà in modo da avere il tempo organizzare l’attacco.
Tehutilli, di ritorno da Tlaxcala, dona a Cortez un gigantesco disco d’oro impestato di pietre preziose raffigurante il sole, uno più piccolo raffigurante la Luna ed l’elmo che aveva mandato in regalo pieno di polvere d’oro. Tehutilli informa Cortez che incontrare il “Re” adesso è praticamente impossibile e gli chiede di attendere e avere pazienza.
Tehutilli sigla una finta alleanza con Cortez, fingendo un odio atavico dei Totonac contro i Mexica dell’entroterra. Cortez crede di poter contare sull’appoggio di 30,000 truppe Totonacs.
Gli uomini di Cortez erano divisi in due fazioni: una capeggiata da Diego Velasquez che voleva ritornare a Cuba con bottino, l’altra che voleva andare avanti nella missione. Cortez non poteva ritornare a Cuba , sarebbe stato arrestato per aver disobbedito al Governatore di Cuba, ma non poteva neanche andare avanti, sarebbe stato accusato di tradimento alla Corona e giustiziato.
Cortez doveva in qualche modo giustificare questa sua missione e rendere partecipe la Spagna.
Si sposta da Uluà nell’entroterra ad ovest, fonda la città di “Vila Rica de la Vera Cruz”, con l’aiuto dei lavoratori di etnia Totonac locali offerti da Tehutilli, chiedendo il riconoscimento di colonia dal Re Ferdinando, e dimettendosi dall’incarico assunto a Cuba da Velasquez assolvendolo da quanto era successo e prendendone completamente la responsabilità.
Inoltre chiede ai suoi uomini di prendere parte al governo municipale dell’isola, il tesoro ricevuto messo in inventario e di proprietà della Corona di Spagna.
Prima di fare questo doveva convincere la fazione di Velasquez a non tornare a Cuba, il cui piano era quello di prendere una nave e scappare da Cortez. Con un colpo di mano durante la notte Cortez fa impiccare Velasquez e alcuni capi rivolta e brucia tutte le navi.
Questa mossa fu necessaria ma adesso Cortez era completamente tagliato fuori dal mondo, gli uomini della missione avevano solo due opzioni: conquistare o morire.
Dona Marina ordina a Tehutilli di avvertire Tutul-Xiu, adesso posizionato con il suo esercito a Tlaxcala, negli altopiani a 300 chilometri a Ovest, che Cortez non ha più la possibilità di muoversi via mare.
Tutul-Xiu informa Dona Marina di attirare Cortez nell’entroterra con la scusa che il fantomatico “Re del Mexico” lo vuole incontrare, viene anche fissato il punto dove il grosso delle forze dell’Impero attaccheranno Cortez - a 30 chilometri da Jalapa in una gola detta “Delle Scimmie”.
L’Imperatore, sotto il consiglio di Gonzalo Guerrero che lo aveva raggiunto a Tlaxcala, vuole il maggior numero di prigionieri, soprattutto gli artigiani e i civili di “Vila Rica”.
Guerrero e le sue truppe Chontal attaccheranno l’insediamento di “Vila Rica”, mentre le truppe Imperiali si occuperanno di Cortez.
Il punto fu scelto per neutralizzare la cavalleria, una gola angusta senza nessuna possibilità di manovra per i cavalleggeri che sarebbero stati fatti bersaglio di frecce avvelenate – eliminata la cavalleria i tiratori e le truppe shock avrebbero fatto il resto.
E così andò, il 3 Ottobre 1519 le truppe di Cortez vennero soggiogate dalle forze Imperiali nella “Gola delle Scimmie” e il 4 Ottobre cadde l’insediamento di “Vila Rica de la Vera Cruz” per mano di Gonzalo Guerrero.
L’incontro tanto atteso e sospirato tra Cortez ed il “Re del Mexico” avvenne il 6 Ottobre 1519 a Tlaxcala e durò pochi minuti, il tempo necessario a Tutul-Xiu per estrarre e mostrare il cuore ancora pulsante dalla cima del Grande Tempio del Giaguaro davanti ad una immensa folla plaudente e osannante che ripeteva ossessivamente “Alach Uinic, Alach Uinic ..”