sabato 25 ottobre 2008

Foto del libro "The Xutan Papers"

Oggi ho finalmente pubblicato le foto del libro "The Xutan Papers".
L'album con le foto le trovate su Picasa
FATE CLIC QUI per vedere l'album.

Il libro è di 225 pagine, stampato su carta della cartiera Southworth USA e parte con carta delle Cartiere Favini Italia (Il nome è brutto ma si chiama così). Ogni sezione e documento ha un tipo di carta associata.

Tutto il libro è stato completamente realizzato da me: testi, loghi, scritte, impaginazione e grafica. Le immagini provengono dall'archivio della Library of Congress ed essendo passati 70 anni dalla loro pubblicazione sono passate in pubblico dominio.

Grazie per l'attenzione
Andrea Bigiarini.


giovedì 18 settembre 2008

SU PARADOSSI E FUTURO DELL’UMANITA’

Gli abitanti della dimensione parallela sono a tutti gli effetti degli alieni, seppure terrestri non appartengono né alla nostra dimensione cognitiva, né al nostro passato: sono totalmente di un altro mondo.
Le dimensioni parallele non soffrono di paradossi tipo quello famoso detto “Dell’omicidio del nonno”, per quanto riguarda i viaggi nel tempo.
In una dimensione parallela uccidere tuo nonno non implica la tua non-nascita, in quanto seppure identico in tutto e per tutto a tuo nonno è in un piano cognitivo totalmente diverso.
“The Xutan Papers” offre una serie di scappatoie che sono la delizia di ogni sceneggiatore, la dimensione parallela è una di queste.
E’ sia dimensione parallela che viaggio nel tempo, in quanto ci troviamo davanti ad una realtà-clone che vive nel nostro identico passato. Le differenze di questo passato lo rendono ancora di più interessante agli occhi del pubblico.
Questa realtà al passato inoltre non ha le certezze di un futuro scontato e conosciuto.
Suppergiù la storia si è comportata in modo simile al nostro ma non è detto che il loro futuro sarà identico al nostro presente, è ancora tutto da scoprire e cela delle grandissime incognite, ecco perché “The Xutan Papers” è strutturato per diventare una saga con tutte le componenti di Star Wars (un impero aggressivo invade uno pacifico), del Signore degli Anelli (tutta la sfilza di centinaia di divinità sia centro-americane che nativo americane che la loro affascinante mitologia), tutta la fisica e la scienza di Star-Trek (The Xutan Papers si basa rigidamente sulle teorie della Fisica Quantistica attuale), ed in più tutti gli ampi spazi del Far-West, gli sfarzi e la pazzia della Belle Epoque ed un intreccio storico, politico e religioso totalmente unico.

Il tanto atteso “contatto” di civiltà del nuovo millennio non avviene con essere discesi da immense astronavi vestiti con brillanti tute spaziali in fibra di zircone ma avviene con persone che parlano in modo affettato, vestiti con elegantissime giacche e cravatte che a malapena riescono a librarsi in volo con biplani o dirigibili.
Una situazione come questa spara un colpo alla tempia ai vari Aasimov, Zelansky, etc facendo crollare oltre 60 anni di letteratura, film e situazioni fantascientifiche annullando ogni stereotipo Sci-Fi.
Questi alieni, saranno ancora più cinici dei peggiori razziatori spaziali che potrebbero invaderci da un giorno all’altro:
Hanno saputo, studiando le antiche profezie Hopi e Maya che forse il nostro mondo potrebbe finire tra 5 anni.
Per la legge della “Sincronicità” se la stanno facendo sotto che forse per un errore di calcolo anche il loro mondo potrebbe finire tra cinque anni.
Per via della non-conquista del Centro-America da parte degli spagnoli ancora templi e documenti sacri Maya sono del tutto integri ma non possono né avvenire scavi archeologici, né essere esaminati: esempio la tomba di Pacal Votan nascosta sotto il tempio delle iscrizioni a Palenque (che anche questa riporta la fine della quarta era).
Una indagine che viene fatta viaggiando tra le due dimensioni, confrontando reperti e prove di una con l’altra, per poi venire alla conclusione nella quale concludono il collegamento con noi dicendo: “Scusate amici, ma abbiamo confrontato tutte le prove e la conclusione è che a voi resta meno di 5 anni e a noi rimane ancora 102 anni per non ridurre le terra una pattumiera come l’avete ridotta voi, scusate il disturbo e buona fortuna. Ah se vi dovesse servire un qualcosa per come accendere il fuoco o difendersi dagli animali non vi preoccupate ritorneremo il 2 gennaio del 2013, finite le vacanze, a darvi una mano.
Ci rendiamo conto di quanto sia fastidioso e inopportuno ritornare nel paleolitico dopo aver vissuto davanti ai televisori al Plasma da 55 pollici …” sempre con quel tono distaccato e affettato tipico dei post-vittoriani.
Certo loro si possono ancora salvare, l’industrializzazione da loro è iniziata solo 50 anni prima e la loro scienza non è orientata sulla combustione ma sull’elettricità e la fisica quantistica .
Non saranno e non vorranno essere fessi come noi, anche perché dopo siglato l’accordo “Oklahoma” con l’Alleanza di Quattro Angoli il Capo Hopi “Tre-Cervi” del Clan dell’Orso annuncerà, sia al capo del Fronte di Liberazione Nazionale Americano, sia al delegato del Governo degli Stati Uniti, della prossima venuta de il “Purificatore” nella nostra dimensione.
Per chi non lo sapesse il “Purificatore” è una semi-divinità indiana, ma è un uomo bianco, che ritornerà sulla terra (venendo da Ovest e portando l’angolo mancante della tavoletta sacra Hopi) a rimettere ordine e armonia nella natura.
Farà uscire le sue forze di distruzione dalla “Danger Cave” nello Utah per distruggere totalmente il genere umano, dopo aver portato al riparo indiani e persone che vivono in armonia e rispetto con la natura.
Il “Purificatore” è un’ambientalista dai modi spiccioli, non l’ho inventato io ma appartiene alla mitologia indiana delle tribù del Sud-Ovest.
Indiani d’America, Maya e Aztechi appartengono allo stesso ceppo etnico, hanno divinità e mitologia diversa ma tutte queste civiltà sono concordi solo su un fatto: nel solstizio d’inverno (21 Dicembre) avverrà la fine di questa era per dare l’inizio ad una nuova.
Quelli che erano più ferrati in astrologia erano in Maya, che addirittura hanno calcolato la “Salita di Venere” un migliaio di anni dalla prima comparsa di un telescopio e di un computer: 13 Agosto 3113 A.C. - Data d’inizio del loro calendario chiamato “Conto Lungo”.
Adesso che sappiamo l’inizio del loro calendario vi dirò anche in quale giorno finisce, che corrisponde anche alla “Discesa di Venere” dal nostro cielo.
E’ durante un solstizio d’Inverno, il Soyal per gli Hopi, il 21 Dicembre 2012.
Diluvio, inversione dei poli magnetici terrestri, tempeste solari, effetti causati dall’inquinamento globale, mah… fate un po’ voi.
A dire il vero spero che tutti abbiano preso una cantonata pazzesca, non potrei godermi abbastanza le royalties derivate da questo progetto ☺

Certamente in “The Xutan Papers” la fine dell’era arriverà puntuale, al giorno prestabilito, e come dicono altri veggenti e altre mitologie, anche all’ora prestabilita è alle 11:11 del 12 Dicembre del 2012, quindi non prendete impegni per quella data (non ci hanno detto però su quale fuso orario).
A mezzogiorno del 12 Dicembre, sempre nella finzione, veniamo ricacciati all’età della pietra: niente elettricità, niente gas, niente internet, niente di niente. I pochi computer portatili, sempre se non sono stati irradiati da una tempesta solare magnetica, smetteranno di funzionare ottimisticamente due giorni dopo e con loro tutto lo scibile umano, sempre che vostra moglie non lo abbia scaricato prima giocando ai “Sims”.
Nella nostra dimensione parallela non riporteranno neanche la notizia, dovrebbero ammettere al Congresso che stavano facendo esperimenti dimensionali e dicendo loro che non hanno mosso neanche un dito per salvarci sicuramente avrebbero dei problemi a ricevere ulteriori fondi, sono egoisti, bastardi e cinici.
Alla fin fine sono un clone esasperato del nostro mondo.
Adesso prendete dei bravi sceneggiatori di Hollywood e fateli andare avanti e indietro nel tempo a raccontare episodi, un po’ dell’altra dimensione che è sull’orlo di una guerra mondiale sul suolo degli Stati Uniti, un po’ dei poveri cristi superstiti della nostra vecchia e amata terra che debbono fare i conti con le forze che il Purificatore ha sguinzagliato per fare secchi tutti gli umani.
Avete capito l’elasticità della situazione che ho creato: La storia iniziale è solamente un “Pilota”, una introduzione ed il trampolino per il lancio di altre centinaia di storie, buone per il cinema, la televisione, i fumetti ed i video-games.
Tutte le civiltà del mondo affermano di essere stati aiutati nella loro crescita culturale e tecnologica da esseri divini venuti dal cielo.
Quello che attenderà i superstiti della razza umana nel prossimo secolo sarà quello di essere visitati da signori in Tight e cravattino che con toni estremamente educati e con baffi impomatati porteranno loro in dono delle lampade a petrolio.
Si avete letto bene, petrolio.
E più avanti forse gli insegneranno anche ad estrarlo ed a impiegarlo e dire loro che il futuro passa da lì.
Sono proprio dei bastardi questi alieni.


venerdì 12 settembre 2008

PULPOLOGY


"The Xutan Papers" ha una impronta fortemente "Pulp" di inizi '900.
Ecco quindi una piccola guida su come scrivere racconti o romanzi in perfetto stile "Pulp" che siano compatibili con il mondo di "The Xutan Papers".
©Andrea "B-Ja" Bigiarini
All Rights Reserved


martedì 12 agosto 2008

Monogram Reference

Ma cosa sono quei monogrammi criptici che appaiono nei post?
Ecco una breve spiegazione a vostro uso e consumo:

Questo monogramma significa che il post è stato fatto dal signor Andrea Bigiarini in persona sotto nostra indicazione usando il Mind-Scan.
Non merita né attenzione né attendibilità.

Questo monogramma invece significa che è stato fatto da uno dei nostri fidati impiegati della "Payer Geographic Society" e merita attenzione e attendibilità.




Ulteriori informazioni su codici o cifrari nascosti verranno pubblicati in questo diario che voi chiamate "Blog"

Grazie per l'attenzione
Julius Vankoffer
Payer Geographic Society


La civiltà Maya/Azteca di oggi (Note)


ORDINAMENTO POLITICO-SOCIALE
La società Maya è divisa in caste rigorose, difficilmente un’individuo di una casta inferiore ha la possibilità di tentare la scalata ad una superiore, nemmeno con il matrimonio, solo per meriti Religiosi o militari.

Le caste sono così divise dalla più alta alla più bassa:

1. Halac Uinic – “Il vero Uomo” – Il sommo capo dello stato e della chiesa, il Dio Quetztalcoatl vivente, con potere di vita o di morte su ogni suddito.
2. Almehen – “Quelli la cui discendenza in entrambe le linee è conosciuta” – E’ l’aristocrazia di discendenza principesca o divina. Il solamente guardare un Almehen è considerato un crimine.
3. Ah Kin – Sono i 7 alti sacerdoti che hanno potere sulla religione, questo potere si trasmette per via ereditaria.
4. Macehuales – Sono i sacerdoti e i nobili che molto spesso hanno anche incarichi governativi.
5. Xiuinic – “Uomo del Fuoco” – Sono i guerrieri di alto grado, una specie di elite aristocratica militare, ma di discendenza borghese.
6. Yalba Unicob – “Uomini Inferiori” – E’ la maggioranza della popolazione: operai, contadini, commercianti e soldati.
7. Poentacoao – Sono gli schiavi, tali per nascita, ridotti in tale condizioni per crimini compiuti, prigionieri di guerra e gli orfani.
8. Gli “Anglo” – I coloni Anglo sopra e sotto la “Striscia di Santa Fe” sono considerati dai Maya a livello dei Poentacoao.
Hanno locali e zone nelle città proprie (Ghetti), a loro non è possibile accedere a nessun incarico statale, pubblico o militare. Se colpevoli di qualsiasi reato vengono giustiziati sul posto o sacrificati. Nelle zone del Mayab del Nord si parla come seconda lingua l’inglese, non permesso dalle autorità. L’inglese, la storia e la cultura Anglo-Europea viene insegnata in scuole illegali supportate dall AAFF. Tali scuole vengono considerate dalle autorità cellule eversive e nuclei rivoluzionari, come le chiese cattoliche e protestanti.


RELIGIONE
Halac Uinic, il sommo sovrano, chiamato anche “Mah K’ina”, è la reincarnazione di Ahau Kin (“Signore del Volto del Sole”) sulla terra.
Il Pantheon Maya è composto da circa 166 divinità, divise in minori e maggiori più le divinità del vecchio culto Azteco da cui differisce solo il nome e alcune associazioni.

ARTE E CULTURA
L’arte Maya è soprattutto legata alla costruzione e decorazione di centri di culto o di potere.
La forma d’arte più apprezzata e diffusa è l’architettura. Nei grandi centri vengono costruiti templi, statue e monumenti che ricordano scene dei libri sacri o mitologiche.

La pittura e la scrittura (da sempre legati) vengono considerati strumenti sacri e gli artisti e scriba tenuti in grande considerazione per via della loro "itz'at", una forma di concepire l'arte come comunicazione con le divinità stesse.

Scrittura e lettura di testi sacri è proibita alle classi Yalba Unicob e Poentacoao.
Non esistono riviste o quotidiani,come non esistono radio o televisione.
L’informazione avviene oralmente dagli Yaxbac, una specie di bardi o cantastorie, che regolarmente e capillarmente sono diffusi in tutto il territorio del SOM.

Gli Yaxbac sono sotto il diretto controllo dell’Oxmal, la polizia segreta.

Regolarmente l’Oxmal sequestra e distrugge centinaia di libri immessi regolarmente dall’ AAFF in lingua inglese. Essere in possesso di queste pubblicazioni è punito con la pena di morte.
Il “New Dawn” è un movimento artistico-culturale dell’AAFF, ma non ci sono molte notizie su di loro.

La scrittura usata da tutti gli abitanti dell’impero è un maya semplificato senza l'uso di ideogrammi e suffissi fonetici come la antica scrittura, solamente usata per testi sacri e regali.
La scrittura semplificata fun un'innovazione presa dagli inglesi, agli inizi del '700, per semplificare la burocrazia ai tempi della loro alleanza.
La scrittura semplificata usa l'alfabeto romanico per riprodurre i 250 fonemi della lingua parlata.
Inglese, francese, spagnolo, tedesco e russo vengono insegnate alle caste nobiliari per affrontare la carriera diplomatica. Queste scuole di interpreti delle maggiori lingue mondiali sono l'orgoglio dell'istruzione Maya.

Ai cittadini comuni è proibito imparare altre lingue, soprattutto l'inglese, vengono invece incitati a studiare le vecchie lingue e i dialetti antichi.
Ilo Nauhatl è la lingua ufficiale dello stato fino dai tempi della riunificazione di Tutul-Xiu.

ARTE E CULTURA
L’arte Maya è soprattutto legata alla costruzione e decorazione di centri di culto o di potere.
La forma d’arte più apprezzata e diffusa è l’architettura. Nei grandi centri vengono costruiti templi, statue e monumenti che ricordano scene dei libri sacri o mitologiche.

La pittura e la scrittura (da sempre legati) vengono considerati strumenti sacri e gli artisti e scriba tenuti in grande considerazione per via della loro "itz'at", una forma di concepire l'arte come comunicazione con le divinità stesse.

Scrittura e lettura di testi sacri è proibita alle classi Yalba Unicob e Poentacoao.
Non esistono riviste o quotidiani,come non esistono radio o televisione.
L’informazione avviene oralmente dagli Yaxbac, una specie di bardi o cantastorie, che regolarmente e capillarmente sono diffusi in tutto il territorio del SOM.

Gli Yaxbac sono sotto il diretto controllo dell’Oxmal, la polizia segreta.

Regolarmente l’Oxmal sequestra e distrugge centinaia di libri immessi regolarmente dall’ AAFF in lingua inglese. Essere in possesso di queste pubblicazioni è punito con la pena di morte.
Il “New Dawn” è un movimento artistico-culturale dell’AAFF, ma non ci sono molte notizie su di loro.

La scrittura usata da tutti gli abitanti dell’impero è un maya semplificato senza l'uso di ideogrammi e suffissi fonetici come la antica scrittura, solamente usata per testi sacri e regali.
La scrittura semplificata fun un'innovazione presa dagli inglesi, agli inizi del '700, per semplificare la burocrazia ai tempi della loro alleanza.
La scrittura semplificata usa l'alfabeto romanico per riprodurre i 250 fonemi della lingua parlata.
Inglese, francese, spagnolo, tedesco e russo vengono insegnate alle caste nobiliari per affrontare la carriera diplomatica. Queste scuole di interpreti delle maggiori lingue mondiali sono l'orgoglio dell'istruzione Maya.

Ai cittadini comuni è proibito imparare altre lingue, soprattutto l'inglese, vengono invece incitati a studiare le vecchie lingue e i dialetti antichi.
Il Nauhatl è la lingua ufficiale dello stato fino dai tempi della riunificazione di Tutul-Xiu.

Andrea "B-Ja" Bigiarini

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The Xutan Papers Logos

Come l'Impero Mexica fu Riunito

Maya, Aztechi e etnie minori
Come questi popoli furono riuniti

Nel periodo compreso dal 1000 a.c. ed il 900 d.c. i popoli della Meso-America svilupparono i tratti di una cultura comune di gran lunga superiore a tutte le altre civiltà del Nuovo Mondo.
Questa cultura rese possibile la costruzione di meravigliose città, spaziando tra quelle Maya nel Peten alle maestose città Atzeche di Teotihuacan e Cholula negli altipiani.

Attorno al 1450 emerse una nuova nazione chiamata l’Impero Azteco della Triplice Alleanza, era guidata dai popoli Mexica di Tenochtitlan e governata dall’Imperatore Azteco Motecuhzoma I (1440-1468) .

Sotto la direzione dell’impero la Triplice Alleanza inziò ad espandere i loro confini, sviluppando nuove tecnologie di guerra e impiegando un’antica forma di sacrificio rituale terrorizzando e sottomettendo i nemici creando al tempo stesso una rete capillare di tributi di guerra.

Nello stesso periodo un secondo gruppo di tribù Azteche si organizzarono in una federazione di città stato a sud est di Tenochtitlan, erano i Toltechi-Chichimechi fieri discendenti delle tribù ancestrali che avevano occupato questa regione. Le tre maggiori città-stato Tlaxcala, Huetzotzinco e Cholula intrapresero una guerra contro La Triplice Alleanza durata circa 75 anni.

I Mixtechi e gli Zapotechi, contemporanei alla nazione Azteca, formarono un’alleanza per combatterli. Questi due popoli fusero le loro multiple dinastie espandendo la loro sfera di controllo fino a dominare tutto lo stato di Oaxaca tramite intrighi di corte, sposalizi mirati, assassini e guerre di confine.

La guerra era la primaria fonte di ricchezza per tutti i popoli Meso-Americani, i vinti resi schiavi avrebbero fornito forza lavoro e i tributi richiesti avrebbero riempito le casse dei vincitori.

Alcune date salienti
1428 - Le città di Tenochtitlan e Texcoco corrono in aiuto delle città di Huexotzinco e Tlaxcala distruggendo Azcapotzalco. La Triplice Alleanza viene siglata tra Tenochtitlan, Texcoco e Tacuba.

1440 – Motecuhzoma I ascende al trono dei Mexica. Assieme a suo fratello Tlacaelel ed il re dei Texcocani Nezhualcoyotl progettano il corso per le future espansioni dell’Impero dell Triplice Alleanza.

1458 – Atonal, signore della città di Coixtlahuaca fa uccidere un gruppo di mercanti considerati spie della Triplice Alleanza. Un’armata di 300.000 soldati della Triplice Alleanza invade Oaxaca, truppe Azteche e Mixteche provenienti dalle città di Tlaxcala, Huexotzinco, Tlaxiaco e Tilatongo giungono in aiuto a Atonal asserragliato a Oaxaca ma tuuto è inutile, la città cade e il suo signore Atonal uciso tramite Garrota.

1468 – 1481 L’ imperatore dei Mexica Axayacatl intensifica il conflitto contro le città di Tlaxcala e Huexotzinco e viene intrappolato e schiacciato ad ovest dalle truppe Tarascane .

1486 – Per consolidare il dominio imperiale della Triplice Alleanza in Oaxaca, il nuovo imperatore dei Mexica Ahuitzol entra nella valle di Oaxaca attraverso la città di Huitzo. Il signore Zapoteco di Zaachila Cociyobi forma un’alleanza temporanea con i Mixtechi capeggiati dalle città di Achiutla e Cuilapan. In questa azione i Mixtechi soffrono gravi perdite.

1489 – Nasce a Tikal, area del Peten, Tutul Xiu il giorno 3 Muluk 12 Muwan nel Kin 203 della Notte Blu Galattica, nel giorno 25 della Luna Spettrale (26 Maggio). I sacerdoti che analizzarono la sua data di nascita, come veniva fatto per ogni neonato, questo fu quanto dichiarò il sacerdote:
“Io armonizzo seguendo il Sogno, modello l’intuizione e porto il sigillo dell’abbondanza. Aiutato dal Tono Galattico della Integrità sono guidato dal potere del successo”.

1493 – 1496 Le città di Jaltepec, Zaachila e Mitla sono conquistate da Ahuitzol. Cocijoeza diventa signore di Zaachila ed il locale antagonismo con i Mixtechi si intensifica quando le città di Cuilapan e Yanhuitlan formano un’alleanza competitiva . Cocijoeza offre all’armata di Ahuitzol il diritto di passaggio nella campagna di Soconusco.
L’armata della Triplice Alleanza viene intrappolata a Guiengola dalle truppe di Cocijoeza e dei Mixtechi provenienti da Tialntongo. Dopo sette mesi di assedio gli Aztechi scelgono la pace, la figlia di Ahiutzol sposa Cocijoeza e stabilisce la nuova capitale Zapoteca a Tehuantepec.

1500 – Inizio dell’espansione Maya nei territori ad est.
L’armata condotta dal mitico capo Tutul-Xiu può contare su 300.000 unità, per la maggior parte composte da truppe perfettamente addestrate e una rete logistica avanzata.
Logistica, movimento, rete informativa e attacchi sparsi mirati furono le chiavi della tattica che avrebbe portato alla vittoria di Tutul-Xiu.


Logistica
La logistica è del tutto sconosciuta in tutte le etnie del Nord-Ovest (Atzeche e Mixteche) che avevano un raggio di azione limitato, l’assenza di un sistema di rifornimento veniva rimpiazzato da una richiesta di tributi alle popolazioni locali o tramite razzie delle stesse con tutti i problemi che ne derivano. Molto spesso questo portava ad avere truppe sottoalimentate.

Movimento
Le truppe della Triplice Alleanza si muovevano unicamente solo e sempre sulle stesse rotte commerciali che univano le città. Queste strade erano solamente per una piccola parte lastricate, erano strette e non permettevano il passaggio di più due persone l’uno accanto all’altro.
Gli attacchi dei guerrieri della Triplice erano basati sulla velocità ma il terreno impervio degli altopiani rallentava il movimento di grosse masse di soldati.
Viaggiando sempre per rotte conosciute molto spesso si trovavano in passi di montagna o strettoie dove facilmente potevano essere attaccati dall’alto senza alcuna possibilità di manovra.

Inoltre il grosso numero delle unità mosse dalla Triplice Alleanza proibiva gli spostamenti in un singolo massiccio gruppo, quindi le truppe venivano divise in diversi gruppi più piccoli ed inviati sulle rotte a distanza anche di giorni gli uni dagli altri con i problemi che ne conseguono: difficoltà di mantenere le comunicazioni tra i vari gruppi e possibilità di un gruppo di essere isolato dagli altri.

Rete Informativa
I Maya erano i migliori artigiani e commercianti di tutto il Meso-America ed i loro prodotti richiesti e distribuiti in tutto il centro america, soprattutto il cacao. I prodotti viaggiavano assieme ai componenti delle Gilde dei Mercanti devote a Ek Chuah, la divinità Maya del commercio e dell’inganno. Ek Chuah conosciuto come “Il leader nero della guerra”, “Lo Scorpione Nero”, Dio dei viaggiatori e dei mercanti e di coloro che cadono in battaglia e del cacao, sempre associato alla stella del nord, che mostra la via ai viandanti.
Le Gilde devote a Ek Chuah sono tutt’oggi delle associazioni di mercanti in cui tra le loro file molto spesso si celano delle spie che hanno il compito di raccogliere informazioni sul territorio nemico.

Queste informazioni riguardano il carattere politico, militare economico, sanitario ed essendo ottimi ed insospettati oratori e corruttori riescono in poco tempo a reperire qualsiasi tipo di informazione anche la più banale.
Gli Archivisti delle Gilde catalogano ed elaborano le varie informazioni ricevute che verranno poi analizzate dagli strateghi e dalla Polizia Oxmal (solo nei giorni nostri) .

Inoltre Tutul-Xiu aveva ideato e instaurato una rete per lo spostamento rapido delle informazioni, tramite i “corridori”, velocissimi atleti addestrati a percorrere grandi distanze evitando le strade battute.

Attacchi sparsi mirati
Nonostante in tutto il centro america vigeva l’accordo tacito tra nemici che l’inizio delle ostilità sarebbe seguito solo dopo un avvertimento e mai dopo al calar del sole, Tutul-Xiu capì l’importanza della guerriglia, degli attacchi di sorpresa soprattutto di notte.

Le truppe di Elite quali i “Guerrieri Giaguaro”, “Guerrieri Aquila” e “Guerrieri Freccia” in piccoli gruppi attaccavano gli accampamenti notturni delle truppe della Triplice Alleanza mai affrontandoli direttamente ma attaccando e ritirandosi nell’oscurità. Questo causava gravi danni sia fisici che nella mente dei guerrieri fiaccando il morale e seminando il panico tra le truppe colte di sorpresa.

Le truppe di Tutul-Xiu erano difficilissime da localizzare in quanto non eseguivano attacchi in una sola zona ma le azioni di guerriglia erano sparse in tutto il territorio della Triplice Alleanza.

Questi antichi “commandos” potevano contare su ripari durante le ore diurne organizzati dalle spie della Gilda dei Mercanti e sui rifornimenti della grande linea logistica Maya.

Da grande stratega innovatore Tutul-Xiu capì come mettere a suo profitto le carenze dell’esercito della Triplice Allenza, queste stesse tattiche serviranno poi la base del metodo di combattimento contro gli invasori spagnoli.

Date

1502 - Motecuhzoma II diventa imperatore, Jatelpec si ribella seguita dalle città di Tlaxiaco, Yanhuitlan, Achiutla e Cuilapan . L’ordine viene riportato e tutte e quattro le città riconquistate.

1504 – La città di Tlaxcala viene circondata, Motecuhzoma II spera di cancellare una volta per tutte i nemici di sempre.

1506 – Le truppe della Triplice Alleanza composta da una forza di 400.000 guerrieri attaccano la città stato rivoltosa di Tututepec e radono al suolo l’insediamento.

1512 – Dopo 12 anni di lotte di confine e di guerriglia con le forze della Triplice Alleanza e dopo aver fiaccato e ridotto il suo contingente a 100.000 uomini circa, Tutul-Xiu riunisce velocemente le truppe di Elite sparse nel territorio, invia un contingente di truppe fresche dallo Yucatan, Peten e territori annessi, sfonda le difese di Mitla, Yagul e Tèpotzlan e attacca la capitale dell’impero Azteco Texcoco.

Motecuhzoma II, ultimo sovrano Atzeco e capo supremo della triplice Alleanza, asserragliato a Texcoco e sguarnito per sopperire agli attacchi geopardizzati sul territorio, vista la situazione rende le armi agli assedianti accettando le divinità e le leggi Maya.
Per dimostrare la sua lealtà a Tutul Xiu fa sacrificare l’unico suo figlio maschio, il discendente al trono Mexanzinco e la figlia Uanaiu viene data in sposa a Tutul Xiu affinché il sangue delle due civiltà scorra all’unisono.
L’ultima azione che doveva compiere Tutul-Xiu era quella di conquistare i Tarascani, nemici giurati del popololo Azteco che per anni, dietro le loro fortificazione di confine, avevano resisitito agli assalti anche della potente Triplice Alleanza. I Tarascani furono anche loro sottomessi e tutti i maschi uccisi o sacrificati, ricevendo il plaudo e la stima di tutte le etnie della triplice. I Tarascani ricevettero la punizione per essere sempre stati indipendenti.

La Triplice Alleanza viene sciolta e le civiltà dell’area assorbite nel nuovo impero, Aztechi, Mixtechi, Zapotechi, Nahua, Otomì, Chichimechi e Huastechi faranno lo stesso, abbracciando l’ennesima alleanza , sia per timore che per bisogno.
Tutul Xiu si nomina Alac Huinic (Unico Uomo, sovrano) dell’impero.

Il nuovo Impero Maya adesso può contare su un esercito di circa 400.000 soldati, su una ventina di città-stato e su un fiorente sistema economico.

L’esercito Meso-Americano dei primi del ‘500

Vista sul campo di battaglia l’attuale armata del nuovo impero di Tutl-Xiu era impressionante. Mentre i soldati comuni indossavano una veste in cotone rinforzato chiamato Ichcaupilli tutti i soldati che avevano guadagnato uno status sul campo di battaglia erano vestiti di colori sgargianti, ogni colore denotava un grado militare.

Le uniformi variavano a seconda dei gruppi di combattenti in modo da permettere ai comandanti degli stessi di capire a distanza le posizioni dei propri uomini.

Anche i volti erano colorati con le insegne della brigata di appartenenza, disegni elaborati coprivano anche le parti esposte del corpo simboleggiando la fierezza del guerriero.

Gli ufficiali usavano grossi copricapi adornati con animali o simboli religiosi, questo permetteva alla truppa di seguire la posizione degli ufficiali nel campo di battaglia.

L’apparire del generale o dello stesso Alac Huinic sul campo di battaglia era di basilare importanza per il morale delle truppe, la sua discendenza divina era una benedizione ed un grosso incitamento per le truppe.

Lo scudo di un guerriero era la cosa più preziosa che potesse avere, intrecciato con tessuti resistenti e colorato con piume raccontava la vita del guerriero stesso, una rappresentazione della sua anima e nel corso delle battaglie da lui combattute venivano aggiunte altre “storie” grafiche delle sue gesta.
Quando un guerriero moriva veniva cremato assieme al suo scudo.

La promozione si acquisiva catturando nemici e lo status militare si rifletteva anche sulla vita sociale del militare, potevano anche essere assegnati titoli nobiliari per meriti conseguiti sul campo di battaglia. La nobiltà non solo portava privilegi ma portava anche l’assegnazione di terre.
L’unico modo che un popolano aveva per garantire una vita comoda alla propria famiglia era quello di distinguersi nei combattimenti e guadagnare reputazione, cariche nobiliari e terre da coltivare.

L’esercito, a grandi linee, era organizzato e diviso in Xiquipilli (reggimenti) di 8000 uomini ciascuno, questi a sua volta erano divisi in brigate di 400 uomini ciascuno e squadre di 20 uomini.
Lo spirito di corpo tra militari va oltre il lato militare e si estende anche nelle relazioni della vita sociale, fino a prendersi cura delle famiglie dei compagni caduti in battaglia.

La tattica preferita prima di Tutul-Xiu, era quella di portare il maggior numero di uomini su di una linea sola e caricare il nemico, la vittoria veniva raggiunta rompendo il fronte del nemico con le truppe shock e penetrando nel mezzo della linea avversaria e prendendo di fianco le truppe nemiche allo sbando. Le due manovre richiedevano coordinamento e tempi precisi che venivano scanditi sia dai tamburi, sia dalle trombe ricavate da conchiglie sia dallo sventolare di bandierine associate alle forze in battaglia da parte del generale che posizionato su di una collina soprastante supervisionava e dirigeva l’attacco in questo modo.

Le armi usate in battaglia variavano ma l’arma più usata a quei tempi era il Maquahuitl, una pesante spada di legno ai cui bordi erano incastonate delle affilatissime pietre di ossidiana di forma rettangolare. Altre armi in uso a quei tempi erano le fionde e gli archi, generalmente usate all’inizio della battaglia per dare il tempo alla prima linea di attaccare il nemico.

Venivano anche usate delle truppe di Elite per demoralizzare e provocare il morale, i Cuachiqueh e molto spesso erano seguiti da truppe di veterani elegantemente e riccamente vestiti, sempre per demoralizzare o spaventare il nemico prima dell’attacco.


Tattiche

L’inizio del combattimento iniziava a una distanza di circa 50 metri tra uno schieramento e l’altro dopodichè iniziavano a correre urlando il loro nome e battendo in modo ossessivo il loro scudo emettendo un fragore infernale.
Come abbiamo detto lo scopo era quello di rompere in fronte nemico nel mezzo e qui le tattiche potevano variare riguardo alla disposizione dei veterani e le truppe di Elite, maggior successo avevano i generali che disponevano uomini per allungare il più possibile la linea e avvolgere il nemico dai fianchi e allo stesso tempo riuscivano a tenere un forte centro per assorbire gli attacchi frontali.
Come la linea si rompeva l’esito della battaglia poteva variare e tutto era in mano alle capacità di ogni singolo combattente.
Le battaglie potevano durare alcune ore a seconda di quanti uomini disponeva il nemico per fare circolare il fronte, il campo di battaglia era coperto di parti smembrate di uomini data la natura brutale delle armi impiegate seppure la primaria importanza era di catturare il maggior numero di prigionieri, ma molti preferivano morire sul campo piuttosto che diventare schiavi o essere sacrificati alle divinità dei vincitori.
I combattenti più giovani ed inesperti erano quelli che venivano sempre catturati ed imprigionati con pesanti collari legno.

Gli attacchi portati dalle pesanti spade e le parate permettevano un’autonomia di combattimento di circa 15 minuti ed i guerrieri venivano alternati a truppe fresche in modo da tenere sempre compatta la inea del fronte. Se veniva rilevato un punto debole della difesa gli attaccanti usando forti fischi potevano avere truppe di supporto dalla riserve alle loro spalle. Se questo non poteva avvenire per qualche motivo, poteva essere comandato alla retroguardia di cercare di fiancheggiare il nemico con il rischio di indebolire il centro.
La massima espressione dell’Arte della guerra mesoamericana era quella di una finta ritirata in modo di attirare il nemico in una posizione di favore, questa tattica poteva essere messa in pratica solo da combattenti appositamente addestrati a questo che lavorando all’unisono riuscivano nel loro intento. Al seguito di questa tattica truppe nascoste in trincee scavate appositamente o coperte di paglia o mais, uscivano all’improvviso assaltando gli inseguitori.

La tattica della guerra di evasione veniva eseguita con un lavoro di sincronismo tra le truppe preposte in perfetta formazione ed i segnalatori. La guerra di posizione o guerra per il controllo del territorio era effettuata solamente in alcune zone del campo di battaglia dove il territorio (elevazioni) era considerato vantaggioso.

Una volta annientato il fronte e rotta la linea centrale i difensori si ritiravano sempre all’interno delle vicine città.

Le armi da assedio non erano molto sviluppate e non avendo linee di rifornimento per tenere un lungo assedio, gli assedianti dovevano arrangiarsi con scale costruite sul posto o arieti per sfondare le porte. La più ingegnosa difesa delle città, non molto fortificate, era come erano costruite le città, mai per linee verticali ed orizzontali come i romani ma strutturate a labirinti.
Una volta dentro gli assalitori neon potevano penetrare direttamente all’interno della città, dove risiedevano gli edifici di comando e templi, senza conoscere l’esatto percorso per arrivarci.
Per questo furono molto di aiuto le mappe disegnate dai “Pochteca” (spie) delle Gilde dei Mercanti Maya, che in modo dettagliato avevano studiato i punti di accesso e di fuga di ogni città della Triplice Alleanza.

I combattimenti più cruenti avvenivano sempre all’interno delle città e l’ultima roccaforte di difesa erano i templi. Alti fino a 100 metri, con scalinate ripidissime i difensori si arroccavano gettando pietre e lanciando frecce agli assalitori.


La Politica di vittoria

La brutalità degli assalitori dipendeva sempre dalla resistenza dei difensori, bruciare edifici o coltivazioni era fuori dall’ottica di quei popoli, la prima ragione era che non avrebbero mai distrutto quello che poi avrebbe dovuto ricostruire vincendo.
La seconda era che in caso di vittoria non avrebbero potuto richiedere tributi ad una città che non avrebbe potuto produrre niente. Inoltre una comunità con campi, edifici ed infrastrutture distrutti sarebbe stata presto abbandonata.

I re locali non venivano quasi mai giustiziati sempre riguardo ai tributi, mancando l’autorità locale sarebbe stato più difficile richiederli e sapere a chi chiederli.
Anche i templi e gli idoli locali non venivano mai distrutti in quanto direttamente correlati alla fertilità dei campi, inoltre avrebbero fiaccato il morale e la produzione dei nuovi sudditi.

Tutte le etnie mesoamericane erano spesso governate da regnanti che si dichiaravano diretti discendenti delle divinità o da qualcuno che aveva compiuto azioni sovrannaturali e conseguentemente non poteva essere sostituito da nessun’altro con la stessa linea di sangue.

Una pratica molto in uso, come abbiamo visto, era il matrimonio tra vinti e vincitori, questo sistema garantiva sia una stabilità nelle terre conquistate, sia un passaggio indolore e privo di rivolte dei sudditi tra un governante e l’altro.

Se doveva essere eliminato un monarca dei territori conquistati, questo avveniva a distanza di mesi dall’insediamento del nuovo ordine. Veniva imprigionato con tutta la sua corte, portato nella capitale degli avversari e sacrificato pubblicamente in pompa magna invitando i capi delle vicine comunità o città stato come monito a chi avesse considerato la ribellione.

Una cosa curiosa da notare che quando venivano sacrificati i vincitori presentavano loro stessi come “padre” ed i prigionieri come loro “figli”, forse per rendere ancora più preziosa l’offerta agli dei.


Storia Spagnola

Gli Spagnoli
Primo - Di come e perché gli spagnoli arrivarono nelle Americhe

La ricerca della cosidetta “Via delle Indie” fu sollecitata da vari motivi, ma la preoccupazione economica della Spagna è da considerarsi prevalente.

Nel 1453 Costantinopoli cade in mano dei Turchi e la nuova presenza, cui seguì una politica di espansione mediterranea minacciosa per tutta l’Europa, fu recepita come una evidente limitazione imposta alla libertà di commercio con l’Oriente. Dall’Oriente giungevano i prodotti più diversi quali spezie, allume, coloranti, oro e seta e dato il tenore di vita in costante aumento, la richiesta di questi prodotti era molto alta.

Lo scopo della Spagna con il viaggio di Colombo fu quello di trovare una via per colpire i possedimenti Mori da Ovest piuttosto che affrontarli da Est su rotte battute e pericolose.

Nel 1479 i due potenti regni di Castiglia e di Aragona si fondono assieme con il matrimonio di Isabella e Ferdinando unendo così i loro territori in un unico regno.

Durante gli ultimi anni della “Reconquista” l’idea di una Spagna come una nazione unificata era più un concetto che una realtà. La penisola Iberica era essenzialmente divisa in tre regni dominanti: Il Portogallo ad Est, la Castiglia al centro e l’Aragona a Est.
Uno dei tre, il Portogallo era il più ricco ed il più potente ma il meno interessato agli affari Iberici, essendo impegnato a sviluppare un impero in Africa che era la fonte primaria della sua ricchezza e della sua potenza.

Rimaneva soltanto alla nuova Spagna di conquistare a Nord i territori della Navarra e a Sud la Musulmana Granata.

Nel 1492, dopo circa 8 secoli di guerre in territorio spagnolo conosciute come “La Reconquista”, le truppe vittoriose della Spagna liberano Granata dal dominio moresco di Muhammad XI Boabdil, Granata era l’ultimo bastione Islamico in territorio spagnolo. Questo evento ed il fruttuoso viaggio di Cristoforo Colombo infusero alla Spagna un nuovo senso di ottimismo, nazionalismo e xenofobia religiosa, gli spagnoli riconoscevano in loro stessi i portatori della fede nelle nuove terre da evangelizzare.

La prima generazione di esploratori, Colombo e compagni, fu seguita da una seconda di giovani avventurieri senza tanti scrupoli, si calcola che tra il 1506 ed il 1518 oltre 200 navi fossero in rotta tra la Spagna ed il Nuovo Mondo.
Chi comandava queste spedizioni esplorative molto spesso erano membri minori della nobiltà o secondo-geniti a cui la famiglia avrebbe lasciato terre di minore importanza, il bisogno di nuovi spazi e nuove terre è da ricercarsi anche che la maggior parte delle terre dedicate alla coltivazione in Castiglia furono convertite in pascoli per il bestiame e all’allevamento dello stesso.

Molti castigliani all’inizio del ‘500 soffrivano di fame e povertà, finalmente, con le nuove terre d’oltre Oceano potevano essere liberi non solo dalla nobiltà e dalla Chiesa, ma anche dalla nuova burocrazia generata dalla fusione della Castiglia e dell’Aragona.

La scoperta del Nuovo Mondo fu un evento traumatico per gli abitanti dell’Europa.
Anche se il Rinascimento aveva aggiunto nuove conoscenze sulle culture e sullo studio di testi classici, gli europei erano del tutto mentalmente impreparati alla scoperta di nuovi continenti e nuovi popoli totalmente diversi da loro.
Quando la loro storia, scienza e filosofia non fu in grado di spiegare il perché di queste nuove terre e popoli, gli europei girarono i quesiti alla religione per avere risposte certe a domande incerte e confuse.
Anche gli incontri con le etnie mesoamericane, che avevano sviluppato una civiltà “parallela” e aliena da qualsiasi conoscenza convenzionale del Vecchio Mondo, erano sempre pieni di dubbi e di domande: Erano Dei? Erano Diavoli? Avevano un’anima oppure erano solo delle specie avanzate e evolute di animali?

Gli europei, anche se fossero stati pronti a questo incontro, non avrebbero mai rinunciato alla loro “centralità” culturale e religiosa e al loro status di razza dominante.

Questa visione egocentrica e l’impossibilità di voler comprendere queste civiltà furono le cause della loro sconfitta.


Secondo – Le prime colonie spagnole

1479 – Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia si sposano unendo gran parte del territorio della Spagna.

1484 – Nasce a Medellin (Estremadura, Spagna) Frenando Cortez.

1493 – Massimiliano d’Asburgo diventa Imperatore del Sacro Romano Impero prendendo il nome di Massimiliano I.

1492 - 12 Ottobre - Cristoforo Colombo scopre il Nuovo Mondo, sbarcando sulla isola che chiamerà Hispaniola. Gli spagnoli formano un’alleanza con con il capo Guacanagari di una tribù locale Arawaks, e fondano sulla costa Nord-Ovest la città de “La Navidad”.

1493-1496 – Secondo viaggio di Colombo, torna a “La Navidad” e la trova distrutta, gli Arawak avevano attaccato e raso al suolo la città. Gli spagnoli fondano una nuova città, “Isabella” a 60 chilometri ad Est, la colonia viene semi distrutta da uragani, epidemie e incendi.
Gli Arawak si rivoltano di nuovo per via degli altri tributi in oro richiesti dagli spagnoli e per il lavoro forzato a cui erano sottoposti.

1495 - La Spagna si vede impegnata a difendere dei territori Aragonesi in Sicilia contro le truppe del monarca francese Carlo VIII, per i prossimi 10 anni le migliori spade e i migliori comandanti spagnoli sono impiegati nella guerra tra i francesi, il Sacro Romano Impero, il Papato e alcune città stato italiane.

1497 – Francisco de Roldan guida un’insurrezione contro Colombo, alcuni coloni di “Isabela” si muove verso ovest per appoggiare de Roldan e allearsi agli Arawak comandati dal capo Behecio e sua sorella Anacoana.

1498-1500 – Cristoforo Colombo porta a termine il terzo viaggio di esplorazione del Sud America, viene riportato in Spagna in catene con l’accusa di incompetenza amministrativa e corruzione.
Gran parte delle suppelletili d’oro inviate da Colombo alla Corona di Spagna erano state fuse dagli indios con una parte di rame per rendere il colore più giallastro, il metallo (Chiamato Guanin) fu portato come prova della frode di Colombo.

1499-1500 – Vincente Yanez Pinzon durante dei raid per la cattura di schivi sulle coste a Nord della Colombia conferma l’esistenza di un continente Sud Americano.

1502-1504 – Cristoforo Colombo scagionato dalle accuse di corruzione e frode riparte per il suo quarto viaggio nel Nuovo Mondo, seguendo la costa centro-americana scopre l’Honduras, Costa Rica e Panama (Darien). Incontra alcune canoe Indios che commerciavano su quelle coste cariche di oggetti e materiali preziosi, questa è la prova che Colombo cercava per dimostrare la fonte di ricchezze di queste terre.
Motecuhzoma II viene eletto Imperatore degli Aztechi all’età di 34 anni.

1503 – Gonzalo de Cordoba sconfigge il Marchese di Salluzzo nella battaglia di Garigliano costringendo i francesi a ritirarsi dall’Italia. Gli avventurieri e i comandanti adesso volgono il loro sguardo alle nuove terre d’oltre oceano.
Sotto gli ordini di Nicolas de Ovando, Governatore di Santo Domingo nell’Isola Hispaniola, Diego de Velasquez fa giustiziare il capo Arawak Anacoana e 80 capi tribù, conquistando i territori Ovest dell’isola.

1504 – Muore la Regina Isabella, Juan de Esquivel e Juan Ponche de Leon conquistano gli ultimi territori ad Est de la Hispaniola, adesso l’isola è completamente una colonia spagnola.
Piantagioni e allevamenti sono la fonte primaria dell’economia dell’isola rimpiazzando le miniere d’oro ormai vuote.
Aumenta la domanda di lavoratori e gli schiavi vengono presi nelle isole vicine o durante i raid sulla costa.

1504-1506 – Juan de la Cosa, Alonso de Hojeda, Diego de Nicuesa ed altri avventurieri cercano di stabilire degli insediamenti sulla costa a sud di Darien (Panama) con successi variabili. Francisco Pizzarro si separa da de Ojeda e stabilisce un’avamposto a Urubà in Colombia, de Ojeda invece tenta di spingersi più a Nord verso Darien ma viene ucciso da tribù locali.

1506 – Muore Cristoforo Colombo, Fernando Cortez si imbarca dalla Spagna alla volta di Hispaniola.

1508 – Vincente Yanez Pinzon e Juan Dias de Solis esplorano la costa dell’Honduras e della penisola dello Yucatan , confermando l’esistenza di un continente Centro Americano ad Est.
Non hanno contatti con la popolazione, la loro era solamente una missione di carattere geografico.

1509 – Panfilo de Narvaez conquista la Jamaica.

1511 – In rotta tra Hispaniola e Darien, Gonzalo Guerrero e Jeronimo de Aguilar fanno naufragio sulle coste dello Yucatan.
Dei due si perde notizia fino al 1519, Aguilar verrà recuperato da Cortez diventando il suo traduttore fino alla sua morte. Guerrero invece, diventerà un Signore della Guerra ingaggiando contro gli spagnoli in più occasioni.

1512-1514 – Diego Velasquez de Cuellar e Panfilo de Narvaez conquistano Cuba, Velasquez diventa governatore di Cuba.

1515 – Francesco I diventa Re di Francia ed inizia una nuova campagna in Italia contro la Spagna che durerà circa 10 anni.

1516 – Muore il Re Ferdinando D’Aragona, gli succede suo nipote Carlo come primo monarca della Spagna unita.
Tre anni più tardi Carlo viene eletto Imperatore del Sacro Romano Impero prendendo il nome di Carlo V.

1518 – Incoraggiato dai rapporti di ricche terre e popoli a sud di Cuba, Velasquez decide di inviare in missione Francisco Hernandez De Cordoba. Cordoba 2 settimane più tardi scopre un’isola davanti allo Yucatan che chiamerà “Isola delle donne” e stabilisce un primo contatto con la popolazione Maya di uno sperduto e sguarnito avamposto sull’isola.
De Cordoba, scambiato per via della pelle bianca e la barba per Kukulkan (Divinità della mitologia Maya del Serpente Piumato) viene ricoperto di oro e accolto come un dio.

Un gruppo di Sciamani e sacerdoti viene subito inviato da Tutul Xiu, Anac Huinic (capo supremo) dei Maya per informarlo sull’accaduto.

Gli Shamani e i sacerdoti di corte si accorgono che la data del calendario indicata dai testi sacri riguardo alla venuta di Kukulkan è diversa da quella dell’arrivo di De Cordoba.
Vengono chiamati astronomi, veggenti, matematici e alti sacerdoti da tutto il territorio per riuscire a fare luce su questo fatto.
Dopo giorni passati ad analizzare testi sacri, effettuare rituali e compiere sacrifici le menti più elette non hanno più dubbi; non è Kukulkan ed il giorno del suo arrivo è da considerarsi infausto.

Alcuni dei più eminenti shamani durante una trance rituale collettiva hanno visioni di morte e distruzione portata dai finti dèi bianchi.

I bianchi invasori vanno annientati prima che loro possano compiere il loro destino.



Terzo – Cortez

Il 18 Novembre 1518 Fernando Cortez salpa dal porto di Santiago di Cuba alla volta di Trinidad (Cuba) con tre sole navi, quello che era riuscito a strappare al Governatore Diego Velasquez.

Tra i due non correva un buon sangue, Velasquez era convinto che Cortez avesse piani riguardo alla missione in Yucatan che escludessero il Governatore, Cortez a sua volta era convinto che Velasquez si sarebbe preso tutto il merito del missione assieme alla gran parte del bottino.

Velasquez rimuove Cortez dal comando della missione e annulla la stessa per le sue continue richieste di fondi, materiali e uomini. Cortez visto il rischio di rimanere a terra decide in fretta a furia di assemblare gli equipaggi, fare i rifornimenti e scappa da Santiago con quello che è riuscito a racimolare.

Da Trinidad parte alla volta di San Cristobal de la Habana dove riesce dopo lunghe peripezie a salpare con 11 navi, 4 chiuse ed il resto brigantini aperti, 530 europei, diverse centinaia di indiani Caraibici e Africani, 8 donne europee, 16 cavalli, 173 archibugi,10 Falconetti (artiglieria dell’epoca) un numero imprecisato di mastini, wolfhound e cani addestrati da guerra.

Gli armamenti erano costituiti da artiglieria, balestre e bandiere, molte bandiere.
Lo stendardo di Cortez era blu e bianco con una croce rossa al centro, sopra ricamato il motto di Costantino il Grande in latino che diceva:
“Amici, seguite la croce e se noi avremo fede vi giuro che con questo segno vinceremo”.

Le navi, come d’accordo, si incontrarono all’isola di Cozumel, vicino alla penisola delle Yucatan e ben conosciuta dai piloti , sfidando i forti venti del canale.

La popolazione locale di etnia Chontol, all’oscuro sia di tutto, accolse gli spagnoli in modo amichevole. Le comunicazioni verbali con gli indigene furono seguite da Melchor, un Maya recuperato da De Cordoba e portato a Cuba, nella spedizione antecedente.

Molto presto la spedizione accampata a Cozumel fu raggiunta da Jeronimo de Aguilar, un religioso Andaluso naufragato sull’isola nel 1511 che adesso parlava un Maya fluente diventò l’interprete ufficiale di Cortez.

L’altro dei due sopravvissuti, Gonzalo Guerrero, si era sposato con una nobile locale e non aveva alcuna intenzione di ritornare nella civiltà, ne tanto meno appoggiare una probabile invasione spagnola. Cortez fa informare Guerrero che questo suo comportamento era da considerarsi alto tradimento alla Corona di Spagna e punibile con la pena capitale, inoltre Cortez mette una taglia di 400 pesos sulla testa di Guerrero.

Guerrero fu l’antitesi di Cortez, fu la spina nel fianco degli spagnoli, grazie a lui furono rivelati i punti deboli delle tattiche di combattimento degli spagnoli, a lui si deve l’idea di acquisire le tecnologie tramite la cattura di prigionieri.
Guerrero fu una figura chiave nel conflitto tra Spagnoli e Maya.

Gonzalo Guerrero è stato uno dei pochissimi Europei insignito dell’Ordine del Serpente di Vetro, la decorazione Maya per alti meriti militari.

Il soggiorno a Cozumel dette a Cortez il tempo di pianificare le sue prossime mosse e infondere disciplina e spirito di corpo tra gli uomini composti da mercenari, avventurieri e semplici popolani.

Dopo aver passato l’Isola delle Donne, la flotta prosegue costeggiando ad ovest la penisola dello Yucatan , il 22 Marzo gettano le ancore vicino alla città di Potonchan all’estuario di un fiume, un piccolo centro commerciale Maya.
Cortez invia Aguilar per trattare con la popolazione locale. Il gruppo viene messo in fuga dagli abitanti di Potonchan che ritirandosi sulle navi è costretto a prendere il largo, i nativi erano stati allertati e con l’ordine di attaccare qualsiasi bianco forse comparso sulla costa.

Il gruppo di assalitori era stato fomentato da Melchor, il Maya che fungeva da guida e traduttore di Cortez, che era scappato e aveva rivelato i piani di conquista della missione.

Cortez, stupito da questo comportamento, decide il 25 di Marzo, giorno dell’Annunciazione, di cambiare tattica; fa scaricare cavalli, cani e tutti gli armamenti ed attacca Potonchan.
Nonostante la fierezza ed il numero superiore de nemici, la cavalleria ha un effetto devastante, sia dal punto di vista tattico sia da quello del morale, gli indiani non avevano mai visto un cavallo.

Le truppe Maya, viste le perdite iniziali, circa 800 uomini, si ritirano nella vicina località di Centla per riunirsi con truppe locali; gli spagnoli, a parte i feriti, non avevano subito alcuna perdita.

La notizia dell’attacco di Potonchan in breve tempo arriva in ogni angolo del Mayab, questa era l’ulteriore conferma che i bianchi non erano divinità benevole, ma invasori. Le truppe dell’impero hanno ordine di marciare alla volta di Centla.


Il grande numero di nativi e la loro forte resistenza convinsero Cortez che l’uso della sola forza non bastasse per conquistare un continente, fino adesso gli spagnoli avevano sempre combattuto su isole più o meno grandi, ma mai su un continente, non conoscevano il territorio, l’entità delle forze, non avevano nessun tipo di informazioni a cosa sarebbero andati incontro.
Inoltre Cortez non poteva contare su nessun tipo di supporto da parte della Spagna né tanto meno dalla vicina Cuba, salpando aveva ignorato gli ordini di Velasquez; la sua era né più né meno una missione personale, una missione avventata.

Cortez pensa che la chiave possa essere l’uso della diplomazia.

Nel frattempo Tutul-Xiu ha la stessa idea, ordina ai capi delle etnie Tlaxaclane, che popolano i territori vicini a Cortez, di assecondare gli invasori fino a che le truppe dell’Impero non si fossero riunite e posizionate in un punto strategico.
Tutul-Xiu inoltre voleva avere due certezze prima di rivelare la potente armata: una posizione stabile del contingente spagnolo e se la missione fosse seguita da altre, non voleva disperdere le truppe in un territorio così vasto.

Cortez fa convocare i capi Tlaxaclani promettendo loro che se fossero divenuti sudditi della Corona Spagnola li avrebbero difesi dai loro nemici, non aveva capito ancora bene la situazione politica di queste terre e pensava di trovarsi davanti a etnie divise come di solito erano i nativi nelle altre isole.
Inoltre Aguilar, il monaco traduttore, parlava solo il dialetto Chontal e non l’Azteco, quindi il dialogo era alquanto limitato.
I capi fanno finta di essere intimoriti e accettano le condizioni di Cortez coprendolo di oro, stoffe e pietre preziose. Vedendo l’oro Cortez chiede loro da dove venga, gli viene risposto “Culhua”, riferendosi alla valle del Mexico, e “Mexico” riferendosi alla capitale della zona.

Viene inoltre offerto in regalo a Cortez una giovane donna di 19 anni chiamata Malinalli, che parlava sia il Chontol (lingua capita da Aguilar) sia il Nauhatl, la lingua parlata in quasi tutto il centro-america.

La donna fu battezzata con il nome “Marina”, passando poi alla storia con il nome di “Dona Marina”, non solo era la bocca e le orecchie di Cortez ma era anche una “Pochteca”, la spia locale, addestrata da una Gilda dei Mercanti; da questo momento Dona Marina sarà sempre accanto a Cortez e sarà uno dei grandi artefici della sua sconfitta

Adesso Cortez ed i suoi uomini sono determinati a spingersi verso Mexico, il richiamo dell’oro aumenta il morale delle truppe ma l’avidità ne abbassa la cautela.

Cortez lascia Potonchan e si dirige a ovest su di un’isoletta di Uluà, e per bocca di Aguilar e Dona Marina informa il capo locale chiamato Tehutilli di essere venuto in pace e per commerciare invitandolo a cena sulla sua nave. Dopo uno scambio di doni Cortez spiega a Tehutilli la sua missione dicendo che vuole incontrare un fantomatico “Re del Mexico”, non avendo assolutamente informazioni né dove fosse, tantomeno chi fosse; Cortez pensa di trovarsi nella situazione politica delle isole Caraibiche, tante piccole tribù l’una contro le altre e non comprende che si trova nel ben mezzo di un organizzato e fiorente impero.

Chiede a Tehutilli di inviare al “Re del Mexico” i doni da lui preparati, merce europea introvabile nel Nuovo Mondo, quali collane di vetro, cianfrusaglie colorate, un elmo spagnolo e una sedia finemente intarsiata.

Tehutilli informa Tutul-Xiu dei fatti e ordina a Xemanzatl, reggente dell’Impero della vicina Tlaxcala di inviare ricchi doni a Cortez e di tenerlo fermo a Uluà in modo da avere il tempo organizzare l’attacco.

Tehutilli, di ritorno da Tlaxcala, dona a Cortez un gigantesco disco d’oro impestato di pietre preziose raffigurante il sole, uno più piccolo raffigurante la Luna ed l’elmo che aveva mandato in regalo pieno di polvere d’oro. Tehutilli informa Cortez che incontrare il “Re” adesso è praticamente impossibile e gli chiede di attendere e avere pazienza.

Tehutilli sigla una finta alleanza con Cortez, fingendo un odio atavico dei Totonac contro i Mexica dell’entroterra. Cortez crede di poter contare sull’appoggio di 30,000 truppe Totonacs.

Gli uomini di Cortez erano divisi in due fazioni: una capeggiata da Diego Velasquez che voleva ritornare a Cuba con bottino, l’altra che voleva andare avanti nella missione. Cortez non poteva ritornare a Cuba , sarebbe stato arrestato per aver disobbedito al Governatore di Cuba, ma non poteva neanche andare avanti, sarebbe stato accusato di tradimento alla Corona e giustiziato.

Cortez doveva in qualche modo giustificare questa sua missione e rendere partecipe la Spagna.

Si sposta da Uluà nell’entroterra ad ovest, fonda la città di “Vila Rica de la Vera Cruz”, con l’aiuto dei lavoratori di etnia Totonac locali offerti da Tehutilli, chiedendo il riconoscimento di colonia dal Re Ferdinando, e dimettendosi dall’incarico assunto a Cuba da Velasquez assolvendolo da quanto era successo e prendendone completamente la responsabilità.
Inoltre chiede ai suoi uomini di prendere parte al governo municipale dell’isola, il tesoro ricevuto messo in inventario e di proprietà della Corona di Spagna.

Prima di fare questo doveva convincere la fazione di Velasquez a non tornare a Cuba, il cui piano era quello di prendere una nave e scappare da Cortez. Con un colpo di mano durante la notte Cortez fa impiccare Velasquez e alcuni capi rivolta e brucia tutte le navi.

Questa mossa fu necessaria ma adesso Cortez era completamente tagliato fuori dal mondo, gli uomini della missione avevano solo due opzioni: conquistare o morire.

Dona Marina ordina a Tehutilli di avvertire Tutul-Xiu, adesso posizionato con il suo esercito a Tlaxcala, negli altopiani a 300 chilometri a Ovest, che Cortez non ha più la possibilità di muoversi via mare.

Tutul-Xiu informa Dona Marina di attirare Cortez nell’entroterra con la scusa che il fantomatico “Re del Mexico” lo vuole incontrare, viene anche fissato il punto dove il grosso delle forze dell’Impero attaccheranno Cortez - a 30 chilometri da Jalapa in una gola detta “Delle Scimmie”.

L’Imperatore, sotto il consiglio di Gonzalo Guerrero che lo aveva raggiunto a Tlaxcala, vuole il maggior numero di prigionieri, soprattutto gli artigiani e i civili di “Vila Rica”.
Guerrero e le sue truppe Chontal attaccheranno l’insediamento di “Vila Rica”, mentre le truppe Imperiali si occuperanno di Cortez.

Il punto fu scelto per neutralizzare la cavalleria, una gola angusta senza nessuna possibilità di manovra per i cavalleggeri che sarebbero stati fatti bersaglio di frecce avvelenate – eliminata la cavalleria i tiratori e le truppe shock avrebbero fatto il resto.

E così andò, il 3 Ottobre 1519 le truppe di Cortez vennero soggiogate dalle forze Imperiali nella “Gola delle Scimmie” e il 4 Ottobre cadde l’insediamento di “Vila Rica de la Vera Cruz” per mano di Gonzalo Guerrero.

L’incontro tanto atteso e sospirato tra Cortez ed il “Re del Mexico” avvenne il 6 Ottobre 1519 a Tlaxcala e durò pochi minuti, il tempo necessario a Tutul-Xiu per estrarre e mostrare il cuore ancora pulsante dalla cima del Grande Tempio del Giaguaro davanti ad una immensa folla plaudente e osannante che ripeteva ossessivamente “Alach Uinic, Alach Uinic ..”


La Scienza

Ho pubblicato su Issuu un piccolo documento che spiega il livello tecnologico del mondo di "The Xutan Papers" focalizzando sul lavoro svolto dai Laboratori Nazionali di Sandia.


lunedì 11 agosto 2008

Quick History

Il S.O.M. - Sovrano Ordine Maya - fondato nel 1512 dal carismatico Imperatore Tutul-Xiu, riesce a resistere ai vari tentativi d'invasione da parte della Spagna dei territori centro-americani.
La tattica è attaccare gruppi sparsi, fare prigionieri, soprattutto tra i civili, per impiegarli nella costruzione di armi e all'insegnamento delle tecniche di fabbricazione delle stesse.

I cannoni che colpirono gli Spagnoli furono costruiti da altri Spagnoli resi in schiavitù dagli Imperiali del S.O.M.

Quello che dette una svolta importante all'economia dell'Impero Maya fu la monetizzazione sul mercato europeo dell'ingente quantità di oro, argento e preziosi grazie ad un accordo con l'Impero Britannico nel '600.

La Corona Inglese si offrì di capitalizzare le ingenti ricchezze Maya sul mercato Europeo, stimate circa 45 volte l'oro e argento posseduto da qualsiasi banca o stato in Europa, in cambio di un appoggio militare e logistico per la conquista dei territori dell'America dell'Est e una percentuale del 6% sulle contrattazioni dei metalli e dei preziosi.

Dalla metà del '600 il Sovrano Ordine Maya è uno degli stati più ricchi del mondo, il suo potere economico permette di creare "L'Alleanza della Grande Mano" che dichiara fratelli tutte le popolazioni indigene d'America. Il S.O.M. sovvenzionerà economicamente e militarmente tutte le etnie indiane del Nord nella lotta contro i bianchi invasori, un patto di non aggressione escludeva i coloni Inglesi.

L'idillio con gli Inglesi, ufficialmente, non si è mai sopito; nel '700 forte dell'appoggio di basi sul territorio Maya nel Golfo del Messico, la Marina Reale Britannica riesce ad avere il controllo di quasi tutto il quadrante Ovest dei Caraibi e Antille, da Trinidad alla Florida, relegando Spagna, Francia e Olanda in piccoli avamposti sempre più ad Est.

Alla fine del '700 il S.O.M. caccia da Cuba gli spagnoli dalla loro ultima roccaforte, instaura un Governo fantoccio sotto sua protezione.

Viene fondata "La Confraternita dei Caraibi" con capitale Nuova Havana, che fino ai giorni nostri focalizzerà il proprio business nella pirateria e nella tratta dei bianchi catturati con azioni mirate in territorio americano, francese e olandese.

Nel 1835 inizia una massiccia migrazione di lavoratori dell'impero Maya verso le maggiori città dell'Ovest del Texas, in seguito ad una carestia. l'integrazione è difficile soprattutto per il tipo di religione particolarmente ossessionata dai sacrifici umani e di sangue.

1846 - Rivolte nelle città di Brownsville, Laredo, Corpus Christi, San Antonio, Fort Stockton, San Angelo, Seminole tra cittadini americani e immigrati Maya residenti naturalizzati - Dopo una lunga serie di sparizione di centinaia di persone si scopre resti di sacrifici attorno luoghi clandestini adibiti al culto delle divinità Maya. Il Governo americano vieta tali culti in territorio americano. Nelle città al centro del Texas la popolazione naturalizzata Maya è quasi un terzo rispetto a quella americana.

1850 - Impossibile ristabilire l'ordine nelle città del Texas,. Durante un raid della Guardia Civile locale viene distrutto in un sotterraneo un tempio di culto Maya e ucciso un alto sacerdote di discendenza reale durante l'azione.

Il Sovrano Ordine Maya ordina la Guerra Santa contro gli Infedeli americani e ingenti truppe Imperiali attraversano il confine naturale del Rio Grande invadendo il Texas: hanno inizio i "Conflitti Texani" che termineranno nel 1884 con il "Trattato di Albuquerque" che definisce un'area cuscinetto tra USA e SOM chiamata "La Striscia di Santa Fè".
Metà del Texas e del New Mexico sono controllate dalle truppe Imperiali Maya, milioni di cittadini americani vengono considerati a livello degli schiavi, maltrattati, torturati e uccisi in nome di divinità che non ci appartengono.


Premessa

Nell’Aprile del 1853 tre guarnigioni dell’Esercito Imperiale Mexica attraversano il confine naturale del Rio Grande e invadono il Texas per scontrarsi a Brownsville contro l'esercito regolare Americano e civili in rivolta con gruppi religiosi Maya. Tre mesi prima durante un raid della Guardia Civile Americana viene distrutto, sempre a Brownsville, un tempio di culto Maya e ucciso, durante l'azione, un alto sacerdote di discendenza nobile.
L’Impero Mexica ordina la Guerra Santa contro gli americani.

In pochi mesi l'Esercito Imperiale Mexica conquista le città di Brownsville, Laredo, Corpus Christi, San Antonio, Fort Stockton, San Angelo, Seminole, El Paso e Roswell.
Si racconta che per settimane vennero sacrificati decine di migliaia di civili inermi, donne e soprattutto bambini, per ringraziare le sanguinose divinità Maya per l'esito del conflitto e per propiziarne il seguito.
Il famoso romanzo di Charles Lofton "Death in the Cities", vincitore nel 1889 del New York Novel Award, racconta appunto di questi tragici eventi .

Questa serie di battaglie, chiamate in seguito i "Conflitti Texani", termineranno nel 1888 con la firma del trattato di Albuquerque e la costruzione della "Striscia di Santa Fé", un'area cuscinetto tra gli Stati Uniti e i territori americani conquistati dall’Impero Mexica.

La “Striscia di Santa Fé” è una terra di nessuno protetta da trincee, filo spinato e muri di contenimento lunga 1320 Km. e larga 90 Km. Corre da Corpus Christi, Texas, fino a Socorro, nel New Mexico. La “Striscia di Santa Fé” fu voluta dalla comunità internazionale per arrestare l’avanzata dell’Impero Mexica negli Stati Uniti.

Tutta l’area è un inferno in lento decadimento, un luogo dove corruzione, illegalità e immoralità hanno il sopravvento.

Martin Lester Queen, pastore metodista originario dell’Illinois, dopo il trattato di Albuquerque, fonda l’A.A.F.F. Anglo American Freedom Front. E’ un fronte di liberazione nazionale che si batte per la riconquista pacifica dei territori occupati e per la parità dei diritti dei cittadini di origine "Anglo" in queste terre.

Queen viene ucciso nel 1889 a Corpus Christi, da agenti della “Oxmal”, la polizia segreta religiosa Imperiale Mexica. Durante il comizio il pastore stava professando la non violenza e la resistenza passiva come unici modi di azione contro gli invasori imperiali.

Tutto quello che è cultura, religione e arte non proveniente dall'Impero è tassativamente vietato nei territori conquistati.
Non si possono diffondere pubblicazioni che non siano approvati direttamente dalla Oxmal in congiunzione con l'Alto Ministero Imperiale delle Nuove Terre, ripartizione Politica & Cultura.
Il 12 Settembre 1890, delle truppe imperiali della XI divisione, attaccano e uccidono 356 tra insegnanti e studenti della scuola Anglo “J.Berry” a San Antonio (ex-Texas) provocando una rivolta della città.

Uno dei capi della rivolta, Jared Hooker, organizza il primo reparto armato dell’Anglo American Freedom Front che insorgono contro le forze imperiali indignati dall'efferato delitto compiuto.

Da quel giorno l’AAFF diventa un fronte combattente e l’azione di Hooker si diffonde in tutti i territori occupati richiamando migliaia di patrioti tra le sue file.

Nel corso degli anni sono stati imprigionati, torturati, uccisi o sacrificati migliaia di combattenti e tutori dell'Anglo American Freedom Front.

Se ancora in queste terre rimane un qualcosa di “Anglo” (parola dispregiativa coniata dagli imperiali per definire i bianchi anglosassoni) lo si deve proprio al lavoro caparbio e costante dei Patrioti del Fronte, l'A.A.F.F. , l'unico baluardo contro gli invasori.

Gli uomini del Fronte di Liberazione Anglo Americano, operano dove il Governo Americano fallisce.


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